Certi cuori le concepiscono proprio tutte!
Hanno una mente che si proietta verso risoluzioni eccellenti per loro stessi, infischiandosene degli altri.
Mi chiedo se il risultato a cui pervengono è calcolato, oppure c’è una concezione programmata della loro mente, inconscia, che li porta a calcoli automatici per ottenere il più possibile, mettendo lacci e catene agli altri e uscendone pure come martiri o eroi.
Non sono mai riuscita, fino ad ora, a comprenderlo con esattezza… ne ho sentori, certo!
Perché supporre che ci sia malvagità, non è caritatevole, …diventa un giudizio e a questo non vorrei mai arrivarci.
Ma il fatto è che poi un’idea te la devi pur fare e poco conta il motivo per cui una persona arriva a certe cose, ti costringe a guardare obiettivamente il risultato e, se è egoistico o dovesse creare sofferenza, c’è poco da girarci intorno: non si formulano giudizi, ma si cercano soluzioni; a volte quasi impossibili, ad ogni buon conto.
Sembra che non esistano vie d’uscita, se non quelle di apparire dei mostri, che violentano i buoni. Che strazio, e che scherzi subdoli!
Credo ci possano essere due tipi di soluzioni;
La prima è utilizzare metodi e modi che possano cercare di far comprendere e, se ci dovesse essere buona fede (ovviamente se è per incapacità di valutazione o immaturità che avvengono certe cose), la persona prenderà nota per venirne fuori, ce la metterà tutta e, anche cadendo di tanto in tanto, si sforzerà di andare incontro all’altro. Sopratutto se dovesse esserci amore, perché l’amore vuole rendere felice l’altro.
Ci si rende conto in effetti di amare davvero, quando la felicità dell’altro è importante per te..
Quindi, se ami, non puoi sopportare l’idea di rendere infelice l’amato.
La sua sofferenza ti turba e senza sforzi enormi agisci, perché godi nel vederlo star bene.
Fai a lui esattamente quel che piacerebbe fosse fatto a te.
Non è neppure un grande sforzo!
Quando incominci a far troppi calcoli, devi chiederti se ami davvero.
La seconda soluzione, se la prima non dovesse riuscire a cambiare niente, è quella di utilizzare le stesse armi che l’altro usa.
Attenzione!! … non sto parlando di occhio per occhio e dente per dente, anche se in un primo momento potrebbe somigliarci.
Accade frequentemente che si diano valori diversi a quello che viviamo noi e quel che vivono gli altri; infatti è difficile che una persona si renda davvero conto di quanto male stia facendo, se non prova sulla propria pelle lo stesso dolore, lo stesso sconcerto, la stessa ferita.
E’ inutile fingere che non sia così.
Ci sono persone che stabiliscono regole ferree a cui loro stessi non possono obbedire.. Oppure si aspettano dal compagno/a comportamenti che loro stessi non mettono in atto.
In questo caso, bisognerebbe far in modo che possano sperimentarli.
C’è un tale egoismo negli esseri umani che, fino a che vai avanti a dare, prendono a dismisura, anzi se poi dovessi essere stremata e non farcela più, ti abbandonano delusi, anche se ciò che davi fosse stato perfino improbabile aspettarselo, perché loro non lo avrebbero mai dato.. e ne sono coscienti. Eppure, si abituano e non ringraziano per il di più che ricevono e sentono subito se viene tolto loro qualcosa; non importa quanto sacrificio costi all’altro, potrebbero vederlo con la lingua fuori, e fregarsene.
E poi…. non godono niente! Non sanno godere di niente!
Quindi, una buona presa di coscienza potrebbe servire loro, e spesso si è costretti ad indurla!
Rosa
